Fashion&Sex

Ricordarsi di ricordare

Pubblicato da: fashionablegirl su: Gennaio 3, 2009

Cominicia un nuovo anno, e chi di noi allo scoccare della mezzanotte non ha espresso almeno un desiderio?

Io l’ho fatto, allo scoccare della mezzanotte ho sottoscritto un fioretto con me stessa: quest’anno sarà il mio anno. Lo deve essere. Tante cose devono cambiare, io stessa devo cambiare.

Ci sono troppe cose a cui si da peso, troppe a cui non lo si dovrebbe dare. Troppe per cui i veri impegni vengono dilazionati, troppe senza nemmeno una scusante che le sorregga…

Basta con le perdite di tempo, basta con gli amori da weekend, basta con le paranoie da film e le assurdità da telefilm.

Voglio un anno che io mi possa ricordare, un anno positivo per me come persona.

Credo che questo possa essere l’anno giusto per aprire gli occhi, per capire davvero chi sono e cosa voglio senza i paraocchi del compromesso. 

Voglio potermi guardare allo specchio e vedere non solo la brava ragazza  che si sacrifica troppo spesso per non rattristare gli altri. Da quest’anno si cambia aria. Da quest’anno cercherò di rendermi felice, di coccolarmi un pò di più e di farmi sorridere ancora di più dell’anno passato.

E’ la  mia vita e quella di nessun’altro in discussione. Ho finalmente capito che l’importante non è avere qualcuno che ci ami incondizionatamente, ma amarsi incondizionatamente. Se già noi stesse non riusciamo a volerci bene per i nostri pregi e i nostri difetti, come possiamo pretendere che qualcun’altro lo faccia?!?

Ho cominciato l’anno con un taglio alla vecchia vita, ed essendo donna, per poter davvero tagliare avevo bisogno di un nuovo taglio che ricordasse a me stessa che qualcosa è cambiato, e che devo comportarmi di conseguenza. Un taglio non troppo diverso da quello precedente, ma quel tanto che basti a risvegliarmi e a schiaffeggiarmi gli occhi quando mi dimentico di me stessa.

Auguro a tutte Voi di riuscire a esaudire tutti i Vostri desideri per quest’anno, riuscire dove state tentando e sfondare alla grande dove non avete avuto ancora il coraggio di osare!!!

Nuovo Anno…Nuova Piattaforma!

Pubblicato da: fashionablegirl su: Dicembre 29, 2008

Il mio quadro preferito - Gustav Klimt (Il Bacio) 1908
Il mio quadro preferito – Gustav Klimt (Il Bacio) 1908

Buon Inizio settimana a tutti… sembrerà che sono impazzita tutt’ad un tratto ad aver pubblicato tutti insieme una trentina di articoli, ma in realtà questo è il “futuro” di un blog avviato da tempo su piattaforma Style.it,

gli articoli che vedete a precedere questo riflettono 6 mesi di aggiornamenti, cure e attenzioni da me rivolte a un cucciolo che non poteva crescere bene in uno spazio ristretto come quello di Style.it,

ecco perchè mi trovo qui, oltre ad aver da anni collaudato la piattaforma WordPress con un altro blog (del tutto diverso da questo per forma e per contenuti) ed essermi sempre trovata molto bene (e bravo Matt!)

Bene, ci troviamo qui ora, faccia a faccia con un nuovo cucciolo di cui mi spiaceva troppo dover tralasciare le origini ed ecco perchè ve le ho riproposte. Sono un pò la mia storia, le mie esperienze, le mie piccole avventure nel mondo (e non solo in campo sentimentale),

spero vi troverete bene con me e che possa diventar uno strumento per confrontarsi questo e che possa in qualche modo mostrarsi divertente :)

Un abbraccio a tutti e Benvenuti!

Per gli auguri di Buon Anno…. c’è ancora tempo :D

Liz

La neXt generation

Pubblicato da: fashionablegirl su: Dicembre 29, 2008

Qualche giorno fa mi sono trovata faccia a faccia con il pensiero maschile circa I rapporti uomo-donna…

Che differenza c’è tra l’esser definiti “farfalloni” per l’uomo e “puttane” per le donne?

Che differenza c’è tra un uomo che ha collezionato (volontariamente o meno) un egregio numero di appuntamenti e una donna che fa altrettanto?

E’ l’uscire con tanti uomini che ti rende una puttana? O è l’atteggiamento che hai piuttosto?

E soprattutto, chi decide come, quando e con chi uscire e quando diventa fuori luogo?

Non tutti abbiamo la fortuna/sfortuna di sposarci con il compagno di banco del liceo, a chi non succede dovrà prosspettarsi l’inferno delle zitelle o possiamo conceder loro il beneficio di provare a trovare qualcuno di cui non debbano per forza accontentarsi?

 

Chi ci autorizza a esprimere giudizi gratuiti su persone che non siano noi stessi? Il non esser obiettivi con noi stessi ci autorizza forse a tentatr di esserlo nei confronti di qualcuno diverso da noi?

 

Quello che succede e continua a succedere è che crediamo di esser ormai una nuova generazione, disinvolta, lontana dai bigotti anni 70 e 80 in cui tutto ciò che non rientrava nell’approvazione generazionale era onsiderato sbagliato.

In realtà credo che siamo arrivati a esser molto peggio. Siamo all’era del Next. Non c’è più tempo per conoscersi, non c’è più tempo da perdere con chi non riteniamo all’altezza. Giochiamo un partita a punti, e al primo difetto al grido di Next si passa oltre alla ricerca di qualcosa di meglio.

 

E’ una generazione che sta trasformando l’incognita X del futuro in un voler andar oltre, voler provare, voler degustare diversi sapori senza doversi legare alla cioccolata nei giorni di tristezza, ma senza riuscire a condividere la scelta di altri che sono già più avanti, e di conseguenza li criticano.

 

Le nostre azioni nella maggior parte dei casi hanno un agiustificazione, che può esser personale e magari non condivisibile.

Il fatto di voler ametter giudizi e sentenze deve esser accompagnato da una profonda conoscenza della persona, e in questi anni è cosa impensabile. Nessuno sa davvero chi ha davanti se non per pochi secondi.

Utile o Perdita? L’importante è non guardare di sotto!

Pubblicato da: fashionablegirl su: Dicembre 29, 2008

in bilico...E’ fine anno ed è tempo di bilanci, anche con noi stessi. Ma cosa importa davvero? Dobbiamo davvero aspettare fine anno per capire se siamo stati in totale fallimento o se invece qualcosa di buono l’abbiamo realizzato? Siamo in Utile o in Perdita con noi stessi?

Talvolta il difficile non è proprio stabilire a livello quantitativo quanto di buono c’è stato, ma piuttosto valutarlo e aver qualcuno che ci aiuti a valutare noi stessi.

Di fatto possiamo essere le menti più geniali che siano mai esistite sulla faccia della terra e a nostra volta non considerarci dei completi idioti, ma il non essere riconosciuti è sicuramente un deterrente per la nostra autostima e soprattutto ci obbliga a tenere ben saldi i piedi per terra evitando di sbilanciarci troppo, di crescere. Di sbagliare.

E’ importante invece, è estremamente importante. Solo sbagliando e lasciandosi andare davvero si impara sulle proprie spalle tutto quello che solo convivendo con noi stessi saremmo in grado di capire. Ma ci vuole coraggio, tanto. E il supporto di una persona che abbia piena fiducia… o che almeno non interferisca.

A molti è capitato e sicuramente capiterà di avere la chance di fare il salto, di staccare un attimo i piedi da terra e non guardare di sotto per via delle vertigini, ma quanti davvero non hanno poi commesso l’errore di guardare da basso e si sono sentiti costretti a scendere e ritornare alla realtà?

 

Poche settimane fa ho conosciuto un uomo, per me un luminare. Lui ha fatto questo per tutta la vita. Si è sentito a tratti un grande, a tratti (licenza poetica) un pirla. Ma è sempre stato conscio di avere aver avuto la possibilità di lanciarsi e questo l’ha salvato dal fallire.

 

La differenza tra il fallire avendo alle spalle un successo e fallire non avendo alle spalle nulla di buono è sostanziale. Nel primo caso la rinuncia non viene nemmeno presa in considerazione, nel secondo… è l’unica via.

 

Oggi è uno di quei giorni per me, un giorno in cui qualcuno che tanto stimo e apprezzo, e invidio per la sua competenza e brillanza, mi ha dato sostegno. Incondizionato. Con un piccolo gesto, ma tanto grande dopo il non aver fatto nulla per quasi due anni.

Questo mi ha riportato ad alta quota e non credo guarderò di sotto.

Siamo così diversi…

Pubblicato da: fashionablegirl su: Dicembre 29, 2008

Un amico pochi giorni fa mi raccontava della sua situazione sentimentale e di quanto fosse complicata… mi racontava di lei e di come non sopportasse l’insensibilità di lui, il non valorizzarla… senza che lei mai pensasse che lui potesse avere dei problemi, in nessun modo legati alla loro relazione, e che sempliemente aveva altre cose per la testa in quel momento…

Mi raccontava di come lui non riuscisse a capire le reazioni di lei, e di quanto in realtà soffrisse per la totale mancanza di comprensione nei csuoi onfronti…

In particolare mi domandava il perchè noi fossimo così. Io sono sobbalzata…. noi? Perchè sta generalizzando? Poi riflettendo con lui mi sono accorta che di fatto il noi generalizzato non fosse così sbagliato … di fatto noi siamo sempre state quelle più paranoiche e siamo anche le stesse che in alcune versioni più masochistiche creano, anche quando non ci sono, problemi nelle relazioni senza nemmeno sapere il perchè….

Siamo quelle, io per prima, che  cominciano ragioniamo 24/24 su tutto quello che ci accade razionalizzando tutto comportamenti compresi,

Siamo quelle che quando si sentono sconfitte dalle relazioni si tuffano in mille altre peggiori giusto per il gusto di soffrire… per poi arrivare all’astinenza più totale…

Siamo quelle che quando soffrono si sfogano con l’unica persona che sanno non la giudicherà…

Ma perchè a loro non capita? Siamo davvero così diversi? Sono queste differenze che ci fanno scontrare?

Probabilmente siamo solo molto più irrazionali di loro con una dose massiccia di impulsività…  e probabilmente sarà questo che ci porta a essere così scostanti, così altalenanti…

Mah… a lui non sono riuscita a dare una risposta, e la stessa non riesco a darla a me stessa quando mi vedo saltare da una relazione all’altra senza fermarmi se non per poco a capire cosa fosse successo e cosa non fosse andato… tantomeno mi chiedo il perchè molto spesso mi manca la voglia di impegnarmi seriamente con qualcuno e di quanto sforzo questo possa comportare… non è vero che tutto ti cade dal cielo, bisogna lottare e mettersi di impegno… ma al momento non ne ho la minima voglia…

E questo mi riporta all’irrazionalità con cui mi relaziono alle mie storielle da poco.

Però è anche vero che mi va bene così, e che sto bene. E finchè non sentirò che è ora di cambiare, non credo che lo farò :p

amo, amas, amare

Pubblicato da: fashionablegirl su: Dicembre 29, 2008

ConfusionePrima non era così. Un tempo ci si godeva i rapporti, si stava insieme un anno e se non funzionava, solo dopo enormi tentativi si mollava il colpo. Si cerava, si provava, si tentava di far andar bene un rapporto. Si dava un’ importanza enorme alle persone che ci stavano accanto e si cercava di far di tutto per non ferirle. I tradimenti erano rari, e ancora di più lo erano le separazioni.

Cos’è cambiato? Oggi non è più così. Le donne sono emancipate, lavorano, si fanno una posizione, si divertono anche se single. Prima non ci si divertiva?

Si, è vero. Noi per prime siamo diverse, 30 anni fa  la donna come unica ,massima prospettiva aveva quella di prendersi cura di un mega loft, oggi può anche pensare di prendere una domestica e diventare qualcuno senza vivere alle spalle del marito. Ma a parte questo? E’ davvero questo che ha rovinato tuto? L’indipendenza del gentil sesso è stata in grado di distruggere quell- ipersicurezza che governava gli spiriti degli uomini?

Ancora oggi i ragazzi cercano di controllare le proprie ragazze in modi assurdi, cercando di rinchiuderle in  un loro spazio immaginario e convincendosi che se sanno cosa fanno e dispongono dei loro momenti di libertà saranno comunque in grado di gestire il rapporto. Ma così non è.

Non è il controllo a generare un rapporto, non è questo che lo fa andare avanti ma è sicuramente questo che lo aiuta a finire.

E’ vero, le statistiche rivelano ancora oggi che per il 75% delle volte è la donna a troncare il rapporto, ma questo è soprattutto causa dell’oppressione che subiamo all’interno dei rapporti con uomini che nono sono in grado di capire come siamo fatte.

E’ brutto da confessare, ma diventa ogni giorno più difficile trovare qualcuno che ci ami quanto ci amiamo noi.

I test non finiscono davvero mai?

Pubblicato da: fashionablegirl su: Dicembre 29, 2008

Single Siamo donne, siamo in gamba e abbiamo una carriera davanti. Siamo forti, e siamo convinte di non aver bisogno di nessuno. Questo finché non incontreremo qualcuno che davvero possa smuovere in noi qualcosa.

Ma perché allora siamo sempre ossessionate da come appariremo agli occhi degli altri? Di come loro ci immaginano e si figurano la nostra personalità ? Siamo davvero in grado di crollare non appena qualcuno non ci vede come noi vorremmo?

E se davvero è così perdiamo tutta la nostra sicurezza?

In tutto quello che facciamo-diciamo-affrontiamo siamo come sempre sottoposte a dei test, un infinita-lunghissima-fila di test che non finiscono mai.

E la cosa peggiore non è il dover affrontare tutto questo senza aver la possibilità di prepararsi adeguatamente. E’ come se tutto non avesse una risposta giusta più di un’altra, ma nonostante ciò la legge di Murphy non desse minimamente accenno di cedimento.

La possibilità che tu faccia/dica qualcosa o che tu non faccia/non dica qualcosa di giusto al momento giusto è altissima.

E questo, ovviamente, influisce su tutto quello che è il nostro universo.

Siamo amiche e nemiche di noi stesse. Siamo semplicemente complicate.

Siamo complicatamente semplici.

Solo in presenza di qualcuno che ci capisce davvero riusciamo a essere noi stesse, in nessun altro caso.

E’ la nostra condanna e la nostra felicità.

La nostra condanna perché è ci costringe a dover lottare per mantenere la nostra indipendenza e per non farci domare dalle persone sbagliate… ma è anche la nostra felicità perché abbiamo la possibilità e la chance di realizzarci davvero e avere la possibilità di poter raggiungere la felicità senza doverla per forza raggiungere grazie alla presenza di qualcun’altro.

Siamo fortunate, questa è la realtà, e non importa quante volte “sbaglieremo il test” o “verremo rimandate a settembre”. Con noi, avremo sempre una chance.

Ciao amore,sono tornata…ma…amore?dove sei?

Pubblicato da: fashionablegirl su: Dicembre 29, 2008

che bello andare in vacanza…partire senza preoccupazioni…rilassate,felici,contente.

Più bello ancora se in fase di inizio di una relazione promettente decidete con il partner di non affrettare le cose optando con tranquillità per delle vacanze separate. Ma è davvero così? Io,dal mio canto,lo credevo. E mentre mi godevo la spiaggia e il sole con amici parlando e pensando soprattutto a quanto la nostra relazione fosse matura, nn mi accorgevo che il maturo se la spassava in vacanza…con un altra! Come l ho scoperto?bhe,il maturo nn è riuscito a trattenersi dal pubblicare le loro foto su Facebook e io… Le ho sbirciate appena toccato la terra del ritorno cn la voglia d rivederlo! Comoda la tecnologia,vero?ci risparmia un sacco d delusioni… E soprattutto m permette d nn alzarmi dal letto e postare in diretta dal cellulare :) …almeno ho capito in tempo che razza di bastardo fosse…:)

Il dolce e l’amaro….

Pubblicato da: fashionablegirl su: Dicembre 29, 2008

Single Alcune di noi sono stranamente ossessionate dall’incontrare l’uomo perfetto per loro, e nella speranza di incontrarlo si tuffano in storie senza nè capo nè coda o peggio fingono di essere innamorate al punto di chiudere gli occhi o percorrere una vita al margine della propria realtà.

Altre come me, invece, sembrano indirizzare lo sguardo solo ed esclusivamente verso qualcuno che le farà soffrire, calpesterà il loro cuore per poi gettarlo in uno scantinato dove non fanno nemmeno la raccolta differenziata. Non sto esagerando. Sembra davvero che non riusciamo a essere felici e non appena una parvenza di serenità e tranquillità si aggira intorno a noi…. scappiamo. Leviamo le tende e le ancore e salpiamo verso il mare degli stronzi alla ricerca di un pò di sofferenza.

Ma poi, quando poco ci manca all’incoronarci a comandanti del veliero più grande disperso nei mari della disperazione, ecco arrivare un giovane dal cuor gentile che sembra riportarci verso il mare della tranquillità… ma quanto durerà?

E’ possibile che siamo sempre alla ricerca di qualcosa di più forte? Che ci faccia sentire vive? E’ davvero la sofferenza la risposta a tutto questo? La felicità non è in grado di farti sentire abbastanza viva?

Fin da piccola ho sentito dire che quando stai tanto male per un breve tempo e poi finalmente torni a star meglio sei in grado di godere a fondo la “rinascita” e questo ti fa sentire viva. Ma perchè non posso essere sempre felice?

Non capisco…

Alle superiori (quando ancora scrivevamo pagina dopo pagina frasi da bacio perugina), spesso ci si ritrovava sulla pagina del “la felicità dura il tempo di una parentesi nella vita”… poi a seguire c’erano frasi sugli amici… sul cane abbandonato…. sui baci e via dicendo…. Non avevano molto senso a quell’epoca ma sono sicura che in parte ci hanno condizionato… Altrimenti perchè siamo tutte alla ricerca del uomo perfetto e stronzo? Se è uno stereotipo, qualcuno lo dovrà pure avere inventato… no?

Sta di fatto che quell’anima gentile è li che mi aspetta…sarò tanto furba da non farmi spaventare anche questa volta o sono condannata a non aver paura solo delle persone che non i interessano?

Dating Manual – real or not?

Pubblicato da: fashionablegirl su: Dicembre 29, 2008

Single

Mi chiedo se esista una sorta di manuale o qualche simil forma di galateo riservato agli uomini da consultare e utilizzare per costruire dei buoni e sensati rapporti con l’altro sesso (il nostro)

Ci sono dei vincoli e delle leggi non scritte che noi povere iluse crediamo possano essere interpretati, capiti e rispettati dagli uomini…ma non è così!

Per identificare questi “obblighi” possiamo utilizzare parametri di riferimento differenti in base alla circostanza in cui dovranno poi essere applicati: ci sono gli obblighi “simil-spontanei” che devono essere compiuti in momenti ben precisi e che non prescindono dalla tipologia di rapport: devono essere eseguiti e basta. Una volta copiuti non lasciano segni profondi, ma se per una qualsiasi ragione questi non dovessero presentarsi…. scatenerano le iree delle donne e soprattutto susciteranno mille e mille pensieri.

Un’altra tipologia sono gli “obblighi” post-uscita, che vengono meglio identificati con messaggi / sms a conferma di aver trascorso una bella serata-cena. Questi rivestono media importanza in un rapporto, con picchi nella fase iniziale della conoscenza.

Di tutt’altro tipo sono invece i comportamenti che devono seguire alle prime volte di intimità… per prima cosa, è importantissimo l’uso di telefono: IL GIORNO DOPO, E’ NECESSARIA UNA TELEFONATA NELLE PRIME ORE DEL POMERIGGIO (per non essere invadenti, e a seguire, l’impegno di rivedersi il più presto per un aperitivo o quant’altro. Questo infonderà un senso di sicurezza nella donna e soprattutto non turberà la sanità mentale della stessa nè di quella del compagno.

E’ dannatamente importante sapere che le rassicurazioni per una donna in un rapporto con un uomo sono fondamentali. Sia che si tratti di una storia di una notte sia che si tratti di un rapporto con un’ intento di impegno.

La sincerità è la base di tutto, non è assolutamente vero che informare una donna che le vostre intenzioni sono di trascorrere con lei al più 24 ore e poi scomparire: è molto probabile che anche lei pensi esattamente la stessa cosa o che addirittura ne voglia spendere solo 2 con voi :D

 

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